Dal Vesuvio alle istituzioni europee. Il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio è stato protagonista di una missione di tre giorni a Bruxelles, dove una delegazione di Let’s Do It! Italy e delle associazioni partner, invitata dall’europarlamentare Sandro Ruotolo, ha presentato al Parlamento Europeo il percorso sviluppato sul territorio e le prospettive di replicabilità del modello.
La visita ha rappresentato un passaggio importante per un progetto nato con l’obiettivo di unire educazione ambientale, cittadinanza attiva, innovazione e tutela concreta del territorio.
Nel corso della missione la delegazione ha seguito i lavori della Commissione Cultura del Parlamento Europeo e ha incontrato il capo staff dell’europarlamentare Annalisa Corrado, componente della Commissione Ambiente, per approfondire le possibilità di sviluppo del modello anche oltre i confini italiani.

Al centro del confronto, l’idea di costruire nel tempo una rete europea di Poli della Sostenibilità Ambientale: realtà territoriali capaci di condividere metodi, strumenti, percorsi educativi e buone pratiche, mantenendo al centro il coinvolgimento diretto delle comunità.

L’esperienza presentata a Bruxelles nasce dal lavoro sviluppato a San Sebastiano al Vesuvio attraverso laboratori didattici, iniziative con le scuole, attività di educazione ambientale, escursioni sul Vesuvio, monitoraggio civico e utilizzo di strumenti digitali come TrashOut per la mappatura delle situazioni di degrado e dei rifiuti abbandonati.
Il Polo è promosso e coordinato da Let’s Do It! Italy con il contributo delle associazioni partner N’Sea Yet, CleaNap, Slow Food Vesuvio e Sott’e’ncoppa, nell’ambito del progetto sostenuto dalla Regione Campania.
Per Let’s Do It! Italy, portare questa esperienza nelle istituzioni europee significa soprattutto verificare se un modello costruito dal basso, attraverso il coinvolgimento di cittadini, volontari, associazioni e scuole, possa essere condiviso e adattato anche in altri territori.
A sottolineare questo obiettivo è Vincenzo Capasso, responsabile del Polo della Sostenibilità Ambientale:
«La missione di Bruxelles rappresenta per noi un ulteriore passo verso la costruzione di una rete europea di comunità impegnate nella sostenibilità ambientale. Siamo partiti da un’esperienza nata ai piedi del Vesuvio che oggi viene riconosciuta come una buona pratica capace di ispirare politiche ambientali su scala internazionale. Il nostro obiettivo è trasformare questo modello in una rete europea di Poli, mettendo in comune competenze, strumenti digitali, percorsi educativi e buone pratiche».
La missione a Bruxelles è nata su invito dell’europarlamentare Sandro Ruotolo, che ha accolto la delegazione del Polo al Parlamento Europeo e ha contribuito a rendere possibile il percorso di incontri istituzionali, insieme al supporto organizzativo dei suoi collaboratori Tommaso Bratto e Naomi Iodice.
A conclusione della visita, la delegazione ha incontrato direttamente Ruotolo, con il quale si è confrontata sull’esperienza sviluppata a San Sebastiano al Vesuvio, sulle prospettive europee del progetto e sul valore dell’educazione ambientale e della partecipazione civica.
Un momento che ha chiuso simbolicamente i tre giorni di missione: il Polo è arrivato a Bruxelles grazie all’invito di Ruotolo e ha potuto presentare nelle istituzioni europee un modello nato dal territorio vesuviano, costruendo nuove relazioni e aprendo la prospettiva di una rete europea di esperienze dedicate alla sostenibilità.

Da San Sebastiano al Vesuvio a Bruxelles, il percorso del Polo entra così in una nuova fase: non per esportare una formula rigida, ma per mettere a disposizione un’esperienza territoriale e costruire nuove relazioni tra comunità che condividono gli stessi obiettivi di tutela ambientale e partecipazione.

