World Cleanup Day 2026: da Napoli la sfida allo spreco alimentare


Da Napoli parte la sfida italiana del World Cleanup Day 2026. Il 10 settembre, nella sede del CSV Napoli al Centro Direzionale, è stata presentata l’edizione di quest’anno della più grande mobilitazione civica mondiale dedicata alla lotta contro i rifiuti, in programma il prossimo 20 settembre.

L’edizione 2026 allarga lo sguardo: dopo l’attenzione dedicata allo spreco tessile, il tema centrale diventa lo spreco alimentare, una questione che riguarda ambiente, economia domestica, modelli produttivi e solidarietà sociale.

A moderare la conferenza stampa è stata la giornalista Mary Liguori, che ha ricordato la dimensione internazionale dell’iniziativa e l’adesione raggiunta da 212 Paesi.

Prevenire prima di raccogliere

Ad aprire il confronto è stato Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli, che ha ribadito il valore della collaborazione tra volontariato e istituzioni:

«Il World Cleanup Day è un progetto e un contenitore in cui il CSV crede molto».

Cristadoro ha richiamato anche la responsabilità del Terzo settore nel mantenere un rapporto costante con le istituzioni e nel portare al centro dell’agenda pubblica i temi ambientali.

Per Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It! Italy, il World Cleanup Day deve andare oltre la raccolta dei rifiuti e incidere soprattutto sulla loro prevenzione:

«È bene andare a raccogliere il rifiuto, ma l’obiettivo deve essere prevenire e fare in modo che i rifiuti non vengano prodotti».

È da questa impostazione che nasce la scelta dello spreco alimentare come tema dell’edizione 2026. Capasso ha sottolineato come il problema entri direttamente nelle abitudini quotidiane delle famiglie e abbia anche un peso economico spesso poco percepito:

«Lo spreco alimentare è un costo invisibile, paragonabile a quello della benzina, con un impatto significativo su tanti aspetti della vita quotidiana».

Un momento del confronto durante la conferenza stampa del World Cleanup Day 2026 a Napoli
Un momento del confronto durante la conferenza stampa del World Cleanup Day 2026 al CSV Napoli.

Ambiente, territorio e solidarietà

La presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, ha legato il World Cleanup Day al lavoro di rigenerazione e tutela dei territori, sottolineando la necessità di affiancare alle giornate di mobilitazione politiche strutturali sulla gestione dei rifiuti.

«Dobbiamo saper legare i momenti di rigenerazione alle vertenze storiche su ambiente e territorio».

Per Imparato, quando si affronta il tema dei rifiuti è indispensabile parlare anche di prevenzione e di impianti per la trasformazione in compost e biometano.

Il tema dello spreco alimentare ha anche una forte dimensione sociale. Maurizio D’Ago, presidente di ACLI Campania, ha ricordato l’attività svolta dall’associazione attraverso la distribuzione di pacchi alimentari e il recupero delle eccedenze:

«La lotta allo spreco alimentare e il recupero delle eccedenze vanno in una direzione molto sociale: destiniamo il recupero a chi ha bisogno».

Un approccio nel quale tutela ambientale e solidarietà possono diventare parti dello stesso percorso.

A chiudere gli interventi è stato Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei Deputati, che ha richiamato la necessità di intervenire anche sul piano normativo e degli incentivi.

Costa ha posto l’attenzione sulla prevenzione dello spreco già nella filiera produttiva, indicando come strumenti possibili il sostegno alle produzioni di prossimità e biologiche e forme di incentivo alle aziende che riescono a ridurre le eccedenze.

«La legge Gadda ha bisogno di un upgrade».

Tra le ipotesi indicate anche agevolazioni, come riduzioni o esenzioni della Tari, per le imprese che dimostrino di diminuire concretamente gli sprechi.

Una mobilitazione nazionale

Il World Cleanup Day 2026 si traduce in una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale, con iniziative che coinvolgono associazioni, cittadini, scuole, imprese e gruppi informali. Le attività non si concentrano soltanto il 20 settembre, ma si distribuiscono nelle settimane intorno alla giornata mondiale, coinvolgendo città, parchi, spiagge, laghi e percorsi naturalistici.

A Milano, Retake dedica un intervento al Parco Alessandrina Ravizza, con un’azione focalizzata anche sulla raccolta dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti urbani più piccoli ma persistenti.

A Roma e nel Lazio sono previste numerose iniziative. Tra quelle più legate alla tutela degli ecosistemi, a Castel Gandolfo volontari e partecipanti intervengono sulle sponde del Lago Albano insieme a Decathlon e FIPSAS, unendo pulizia e attenzione alla protezione di un ambiente naturale particolarmente frequentato.

A Verona, il World Cleanup Day entra nel programma del Tocatì, il festival internazionale dei giochi in strada: il 19 e 20 settembre vengono proposte camminate ecologiche nel Parco della Provianda e nelle vie di Veronetta, trasformando la cura degli spazi pubblici in un’attività aperta ai visitatori della manifestazione.

Nel Sud, a Catania è in programma CleanUp Sicily, mentre a Taranto le attività coinvolgono il Parco del Mediterraneo e successivamente l’area del Molo di Cimino. In Puglia, a Barletta, Retake organizza invece una pulizia della spiaggia sul lungomare Regina Elena.

Anche l’arco alpino partecipa alla mobilitazione. In Trentino-Alto Adige sono previste azioni che uniscono raccolta dei rifiuti e frequentazione responsabile degli ambienti naturali, tra cui le iniziative dei CleanUP Days, con escursioni e attività di raccolta a Merano e nell’area dolomitica del Passo di Costalunga.

Il programma comprende inoltre numerose collaborazioni con il mondo delle imprese. La rete italiana del World Cleanup Day coinvolge anche realtà aziendali e punti vendita in diverse città, con l’obiettivo di portare la partecipazione ambientale anche nei luoghi di lavoro e nelle comunità locali.

Staff del World Cleanup Day Italia durante la conferenza stampa 2026 a Napoli
Lo staff del World Cleanup Day Italia durante la conferenza stampa del 10 settembre 2026.

Dalle grandi città alle spiagge, dai parchi urbani ai laghi e ai sentieri, il World Cleanup Day assume così forme diverse ma mantiene lo stesso obiettivo: trasformare la partecipazione dei cittadini in un gesto concreto di responsabilità ambientale.

Il World Cleanup Day 2026 vuole unire due livelli della stessa sfida: rimuovere ciò che è già diventato rifiuto e impedire che nuovi sprechi vengano prodotti.

Da Napoli parte così un messaggio che coinvolge cittadini, associazioni, istituzioni, scuole e imprese: la cura dell’ambiente comincia anche dalle scelte quotidiane, compreso ciò che acquistiamo, consumiamo e decidiamo di non buttare.


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